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  No Alla Violenza Negli Stadi
  Vergogna a Sofia
 
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Vergogna, Italia. L'immagine che gli ultras italiani a Sofia hanno dato non ha certo reso merito alla Nazionale. Sono cinque i tifosi italiani arrestati dalla polizia bulgara. Prima una rissa appena sfiorata in un bar del centro, poi il tentativo di scontro con i tifosi locali all'interno dello stadio frenato dall'ingresso delle forze di polizia bulgare in assetto antisommossa. Il tutto tra canti del ventennio fascista, saluti e inni "Levski Stadium" scandito da "Duce Duce".E fischi, troppi e da entrambe le parti.
Il Viminale conosce il gruppo di sostenitori al seguito della Nazionale maggiore: si tratta di ultras della destra provenienti da diverse città, specie del nord-est. Questa volta si sono aggiunti anche tifosi provenienti da Napoli. E sarebbero gemellati con i tifosi del Levski Sofia, tradizionalmente collocata a destra, e il confronto con i "rivali" del Cska, tifoseria di sinistra.
Sarebbe questo, secondo alcuni testimoni, il motivo che ha fatto scattare la rissa all'interno di un  bar del centro di Sofia: italiani e sostenitori del Levski contro ultras del Cska. Rapido l'intervento della polizia locale, così si è evitato il peggio: nessun ferito e nessun fermo. Poi, il "plotone" degli ultras italiani è andato allo stadio a piedi, scortato durante il percorso per le strade della capitale ed è stato un miscuglio di cori calcistici, di ricordi per Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso da un colpo di pistola di un agente di polizia, e soprattuto di "Faccetta Nera", "Duce Duce" e altri cori fascisti.
La Federcalcio ha poi precisato di aver venduto 144 biglietti a tifosi italiani per quel settore, dopo aver girato al ministero dell'Interno nomi e dati anagrafici dei titolari della richiesta e dopo averne ricevuto indietro il nulla osta. Da quel momento, gli Ultras Italia sono passati sotto il controllo della polizia locale. Domenico Mazzilli, responsabile della sicurezza della nazionale azzurra, e Roberto Massucci, suo vice, hanno offerto il loro supporo alla polizia bulgara.
 "Se fossi stato lì - ha spiegato il ministro della difesa Ignazio La Russa - mi sarei vergognato. Non c'è nessuna giustificazione storico politica per questa gente, sono solo maldestre esibizioni muscolari".
 
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